venerdì 14 novembre 2008

MARTEDì 4 NOVEMBRE 2008 L’AMERICA HA ELETTO IL SUO NUOVO PRESIDENTE: BARACK OBAMA, IL PRIMO AFRO-AMERICANO ALLA CASA BIANCA

  • L’Elezione di Barack Obama a Presidente degli Stati Uniti è l’ultimo atto di una straordinaria mobilitazione che ha visto il web svolgere un ruolo da protagonista. Fin dall’inizio della scalata verso la Casa Bianca, Obama ha messo al centro della sua strategia la comunicazione online ed ha utilizzando gli strumenti più innovativi della rete, i Social Media. Questa è stata la prima campagna elettorale che potremmo definire 2.0 e sarà oggetto di studio dei più attenti sociologi, politici e comunicatori in genere che vorranno utilizzare seriamente la rete come strumento di comunicazione (come scrive Martina). E televisione e radio? No! Sono "fuori moda" (Sonia).
  • Proprio come sottolinea Federica G., l'iniziale arma vincente di Obama è stata proprio il cambiamento, strategia utilizzata per contrastare la continuità, la sicurezza democratica e l'esperienza rappresentata dal suo avversario Hillary Clinton, icona della tradizione."YES WE CAN", slogan della sua campagna elettorale, ha in sè già l'immagine di una società americana che è cambiata per Caterina.
  • Obama è considerato un prodotto del mercato web, definito Presidente.com da Erika grazie al massiccio e sistematico uso dei social network, quali facebook, myspace, youtube, linked, iTunes, Twitter (come Federica M. ha scritto), ma anche dei videogiochi e della posta elettronica (Emmanuele), iPhone (Angela). Obama ha parlato a tutti gli americani con il linguaggio del tempo conquistandoli proprio attraverso il web e parlando loro attraverso i mezzi di comunicazione "della gente" (come scrivono Maria Laura B. e Maria Laura P.) Come sottolinea Andrea gli Stati Uniti d'America sono un paese talmente vasto che l'utilizzo della rete per coinvolgere e attirare i votanti appare quasi come un obbligo.
  • La "generazione Obama" è fatta di ragazzi cresciuti negli anni '90, che hanno passato la loro adolescenza tra Bush, l'11 settembre e la guerra in Iraq; il 66% degli elettori tra i 18 e i 29 anni ha votato per Obama, la loro partecipazione è aumentata del 6%, fino al 55% dell'elettorato giovanile. Un record ripreso da Silvia. La strategia di Obama è stata chiara: partire dal basso per provare ad arrivare in alto, non solo politicamente (Fabiola), ma anche cercare il voto di un elettorato "politicamente spento", che è però sensibile all'idea di cambiamento e alle tecnologie usate per veicolarla. Alessandra nel suo post scrive che i giovani nati tra l'80 e il '94 hanno parteggiato in maggioranza per Obama e in lui trovato un motivo di partecipazione, più o meno digitale e spesso straordinariamente creativa. Per Lilliana Barack Obama si sta trasformando in un forte simbolo che incarna le speranze politiche di molti giovani che erano ormai lontani dalla politica. Arianna osserva che all’indomani della vittoria, terminato il periodo elettorale, in Rete nascono e si sviluppano qua e là curiose campagne di comunicazione bottom-up, dal basso e alternative, nelle quali il dibattito è ormai tutto incentrato sulle possibilità che Obama ha di cambiare realmente le cose, non solo in America. Ci riuscirà? Gli americani sembrano non avere dubbi: "yes, Obama can!"
  • Per Ilaria B. Obama ha vinto usando Internet e ha raggiunto l'obiettivo che qualunque politico dovrebbe porsi: ascoltare le persone, confrontare le idee, fare sintesi. Il nuovo Presidente ha dimostrato non solo che l'America ha da insegnare alle altre grandi democrazie in termini di libertà e di uguaglianza, ma anche che il web ha restituito il potere al popolo (Mariano).
  • Il web, come sostiene Carola, continuerà ad essere protagonista anche durante il suo incarico presidenziale tanto è vero che nel suo discorso di insediamento alla Casa Bianca, Obama ha presentato un nuovo sito internet grazie al quale i cittadini potranno inviargli consigli e suggerimenti partecipando, attivamente, alle scelte politiche del loro Presidente.
  • Il suo spirito creativo è stato premiato, si è guadagnato la presidenza degli USA. Il tempo delle promesse è, però, finito ed è giunto quello dei fatti. Non resta che aspettare e vedere se il suo nuovo modo di fare politica ripagherà le aspettative che ha creato (Matteo).

Nessun commento: